Uno a ottantasette (6) |
Dopo alcuni mesi di intervallo si ricomincia. Dobbiamo mettere in opera la ghiaia. I prodotti della Woodland Scenics non sono male e quindi il primo lavoro sarà trovare una miscelazione la più corretta possibile per l'epoca e l'ambiente. L'intenzione è quella di avere diverse tipologie di ghiaia. Sulla linea e in stazione sarà certamente più scura ma nello scalo non potrà che essere abbastanza chiara. Quando la miscela soddisfa il colore immaginato si passa alla posa in opera durante la quale vengono utilizzate alcune apparecchiature che Enrico non poteva non avere e che si dimostrano subito molto utili. |
Settembre 2007![]() ![]() |
Dopo aver più volte verificato l'assoluta immobilità dei binari, con la massima cura la ghiaia viene posizionata all'interno delle traversine e successivamente, con l'esclusivo uso delle dita, viene distribuita il più uniformemente possibile. Per l'allineamento esterno viene usata una semplice riga metallica. |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Quando tutta la ghiaia stesa sul tratto interessato viene ritenuta distribuita a regola d'arte, si passa alla preparazione della colla. Tra le tante possibili è stata scelta la "Johns Ballast Glue" e, in un bicchiere, viene diluita al 50% con acqua con l'aggiunta finale di una decina di gocce di "Jons Better Wetter" con funzioni di dissipatore. Per consentire alla colla di distribuirsi uniformemente senza creare grumi dobbiamo bagnare abbondantemente la zona interessata e preservare le zone limitrofe dal getto di acqua vaporizzata. |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Infine, con l'apposito contagocce, si distribuisce collante a sufficienza facendo attenzione che si espanda sopra e sotto lo spazio occupato dalla ghiaia. Nel mio caso, per ogni traversina, sono state contate anche 10 gocce. Quando tutto il tracciato sarà perfettamente bloccato, verranno tolti gli antiestetici chiodini neri a testa piatta (usati per bloccare provvisoriamente i binari) riempiendo i piccoli fori con una goccia d'acqua, la ghiaia necessaria e una puntina di colla. In ultimo, dopo un paio di giorni di decantazione, viene passato un buon aspiratore che provvede a ripulire tutto quanto, lasciando tra le traversine solo ghiaia ben fissata. Questo procedimento deve essere ripetuto su tutti i binari in vista e, facendo molta attenzione, anche nei molti interstizi degli scambi, dell'incrocio e degli sgancia vagoni. |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Nelle foto sottostanti sono visibili alcuni dettagli della ghiaia nello scalo merci e il procedimento adottato per gli scambi: due gocce di grasso nella congiunzione delle parti mobili per evitare indesiderati granelli negli interstizi e l'interruzione della ghiaia nella zona dell'asticella di comando. In un secondo tempo l'asola verrà chiusa con piccole strisce adesive e sopra di esse verrà incollato un leggerissimo strato di la ghiaia. Nelle altre foto si vede l'inizio della posa della massicciata nel tratto di linea che va dall'uscita della galleria alla stazione. Nella foto di sinistra si può notare ancora la presenza delle strisce di nastro da carrozziere utilizzate per ottenere una linea di separazione netta del termine della scarpata e piccoli sassi di ghiaia sparsi intorno e ancora da aspirare via. Per incollare la ghiaia in queste zone viene messo uno strato di colla Pattex - Vinil legno Express e poi, con l'uso di un dito, si stende la quantità di ghiaia necessaria. Nell'ingrandimento della foto a sinistra si intravede abbastanza bene anche la leggera inclinazione (circa 1mm) che è stata data ai binari nella curva adiacente la galleria. |
Ottobre 2007![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Una ultima operazione da compiere sui binari, dopo aver arrugginito le parti verticali ed i bulloni, consiste nella "lumeggiatura". (Nella foto sotto a destra, il binario basso è già stato trattato ed è ben diverso dall'altro) Le traversine, in passato, erano realizzate esclusivamente in legno impregnato con sostanze chimiche (olio di creosoto) per resistere agli attacchi di parassiti vegetali, animali ed agli agenti atmosferici. Nonostante tale protezione il legno, anche se estremamente duro e resistente, dopo anni di vita all'aria aperta e continuamente sottoposto a stress tensionali, presenta crepe ed irregolarità spesso ben evidenti. Per rendere più vicina alla realtà una traversina è quindi necessario intervenire con la "lumeggiatura". Si intinge un piccolo pennello in un colore biancastro e si scarica quanta più vernice possibile su carta. Quando sul pennello è rimasto un minimo di colore, si passa con mano leggera sulla traversina spazzolando nel senso della lunghezza. Il colore rimasto sul pennello si depositerà sulle parti in rilievo, lasciando nei recessi il colore più scuro. Un tocco di realismo visivo molto accattivante. |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Anche se dal vero la differenza è più evidente, si evince abbastanza chiaramente la diversa composizione e colorazione della ghiaia posta in opera nella linea ed in stazione (foto a sinistra) rispetto a quella posizionata nei binari morti (foto a destra) |
Novembre 2007![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
Nella foto in basso a sinistra, ripresa dall'interno del plastico fornendo quindi una visione non consentita ad un normale osservatore (vedi binari non invecchiati), si notano due importanti particolari relativi allo sgancia-vagoni in stazione. Il motore, senza la copertura in plastica nera prevista dalla fabbrica, è inserito all'interno di un marciapiede costruito a misura e totalmente privo della parete verticale interna ma, elemento più importante è quel tubicino nero immerso nella ghiaia (non ancora incollata) sotto il quale è racchiusa l'asticella metallica di comando. Questo lavoro si è reso necessario per evitare blocchi causati da incollaggi indesiderati. Nella foto in basso a destra è evidente la soluzione adottata per il riempimento dell'asola nella quale passa l'asticella di comando degli scambi. Ai lati dell'asticella sono state posizionate due piccole strisce di plastica morbida sulla quale verrà steso un sottilissimo strato di ghiaia così che, a lavoro finito, quel piccolo foro di 5 millimetri sarà assolutamente invisibile all'occhio. |
![]() ![]() Ingrandimento ![]() |
La rimozione dei chiodini usati per immobilizzare i binari si è rilevata più lunga del previsto anche perchè, probabilmente, ho utilizzato elementi un pò troppo grossi. Dopo aver inserito puntine colorate nei forellini lasciati liberi dall'estrazione dei chiodini per identificare nel complesso i luoghi esatti del necessario intervento restauratore, ho provveduto (uno alla volta) al riempimento con pochi granelli di ghiaia. Immediatamente dopo, con un pennellino, ho bagnato la zona limitrofa aspettando il seguente assorbimento. Due gocce di colla hanno concluso l'opera che, per la precisione, ho dovuto ripetere per 96 volte.
|
![]() ![]() |
< < < < <
Precedente
![]() ![]() |